“Temperature poco sotto la norma”: ritorna il Modica Art System

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E’ quasi un conflitto, un legame intimo che però rivela opposizione. Un ritorno alla terra natia, ai suoi profumi e colori, che sanno di infanzia felice e mai dimenticati, in cui però arriva con forza una strana sensazione. Estraneità, smarrimento.

I luoghi di un tempo, così familiari da restare impressi nella mente in ogni dettaglio, persino nella luce e nell’odore, interrotti da un repentino, fulmineo senso di vuoto. Ed ecco che il netto distacco dalla vista colpisce dritto il cuore, abbandonandolo ad uno smarrimento totale. Una bambina che si ritrova adulta, un’artista che con la sua opera affronta questa estraneità, attribuendole un’identità.

E’ il progetto “Temperature poco sotto la norma” di Stefania Zocco, artista modicana che da diversi anni vive a Londra, che sarà inaugurato il 7 gennaio alle ore 19.00 e resterà visitabile fino al 12 febbraio.

L’evento rientra tra le iniziative del “Mas – Modica Art System”, il progetto nato con lo scopo di creare una rete di sperimentazione culturale a Modica tra il Museo Civico Belgiorno, il Teatro Garibaldi e il CoCA, con la direzione artistica di Francesco Lucifora.

Con “Temperature poco sotto la norma” Stefania Zocco si addentra nel suo luogo di origine, il quartiere Carcere a Modica Alta, dove ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza e dove sorge il complesso Santa Maria del Gesù, struttura solo da poco aperta al pubblico che, come un essere inanimato ha occupato una spazio urbano pur non essendo da questo intaccato.

Un fantasma, fatto di pietre e cemento, attorno al quale negli anni la comunità si è sviluppata: c’era e ha continuato ad esserci, senza che nessuno lo vedesse veramente: un estraneo in casa propria, che impone la sua presenza, pur scampando da ogni influenza. “L’idea alla base – spiega la Zocco – è di fotografare il Complesso di Santa Maria del Gesù seguendo punti specifici, poi sottoporre le foto all’applicazione Pantone che è capace di restituire cinque colori principali di ogni scatto, e quindi realizzare dei disegni con quei specifici colori.

I colori sono il veicolo che mi permette di creare un collegamento tra l’intimo, il familiare e l’estraneo, l’ignoto. I colori del territorio, della pietra, della luce del sole, del cielo”. Ma il progetto si spinge oltre, continua a spiegare l’artista.

I disegni saranno realizzati direttamente su cartongesso, ormai diventato una delle materie prime per realizzare qualsiasi tipo di struttura interna, grazie alle qualità specifiche che, pur presentando vari vantaggi, non lo rendono di certo un elemento prezioso, anzi: spesso viene mascherato con superfici patinate per camuffarne la presenza, la sua durata è limitata nel tempo.

“Il progetto – conclude l’artista – evidenzia quindi una contrapposizione tra il mondo di un tempo, rappresentato dalla storica struttura, che ha superato secoli di storia, con il contesto contemporaneo, rappresentato dai disegni e dal cartongesso, che è caratterizzato invece da leggerezza e provvisorietà”. Le rovine di un tempo sono così messe in contatto con le rovine contemporanee in un processo che restituirà alla comunità, alla vita, uno spazio che in realtà non ha mai vissuto.

L’11 febbraio il progetto prevedrà anche la partecipazione dell’artista Caterina Gobbi che presenterà una sua performance. Per info sulle iniziative del progetto “Mas – Modica Art System” è possibile visitare il sito www.progettomas.it o email all’indirizzo info@progettomas.it.

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