“Come Dio comanda”col botto: tutto esaurito al Cineteatro Italia per l’ultimo spettacolo dei Mortal Pompat

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Alla fine è stato davvero uno spettacolo come Dio comanda! Tutto esaurito al cineteatro Italia a Scicli venerdì scorso per l’ultima fatica artistica dei Mortal Pompat, l’irriverente  compagnia teatrale che, dopo 5 anni, ha deciso di congedarsi dal suo pubblico con una pièce sarcastica, eccentrica e profonda sulla sacralità, la vita, la morte.

Uno spettacolo unico e corale che ha messo in moto circa 50 ragazzi,  tutti under 30, che hanno collaborato a vario titolo per il miglior epilogo che si potesse sperare: il tutto esaurito appunto. Tre atti che hanno fatto sorridere e riflettere. 

Sul palco un magistrale Giovanni Alfieri (il “Maestro”, protagonista dello spettacolo), un incontenibile Giovanni Padua e un sobrio Giuseppe Ficili (entrambi co-protagonisti), il maestro Francesco Aprile (già noto come cantante), vera rivelazione, che ha stupito tutti con una performance davvero brillante. Menzione speciale per il giovanissimo Enrico Lorefice, che ha dispiegato tutte le sue potenzialità ironiche (ed auto-ironiche) con una interpretazione davvero esilarante.

Degno di nota anche Fabio Vecchio, alle prese con l’interpretazione del paziente coordinatore dei lavori della compagnia teatrale. Sul palco anche Jacopo Cavallaro, giovane attore professionista siciliano, già noto per la partecipazione a “Squadra Antimafia”, “Il capo dei capi”, “L’ultimo dei Corleonesi” e Riccardo Cananiello, pugliese, ballerino professionista che studia cinema al DAMS. Piccola comparsata per Giosè e Nando, talentuosi cabarettisti iblei, e per un gruppo di judoisti della “Koizumi”, tra cui il campione nazionale under 18, Filippo Cicciarella.

La trama si è articolata attorno allo sforzo di una sconquassata compagnia teatrale alle prese con l’organizzazione di uno spettacolo sulla passione di Cristo. Attraverso mille imprevisti e problemi, si arriva dritti al terzo atto in cui il tono, da divertente e scherzoso, diventa serio, profondo, drammatico, con il “Maestro” che riflette sulla morte, il delirio, il suicidio.

“Una delle realtà più stimolanti in cui abbiamo mai lavorato”, dichiara la giovane sceneggiatrice bergamasca Sabrina Scanzani. Che aggiunge: “Un buon punto di partenza, non una fine. Avevo paura della questione religiosa (sono credente) e non volevo scrivere cose sacrileghe, spero che nessuno si sia offeso. Non esagero quando dico che è stata una delle realtà più stimolanti con cui abbia mai lavorato”.

“Non se ne parla proprio di continuare, questo è il nostro ultimo spettacolo”: dichiarano con piglio futuristico Padua, Alfieri, Ficili, Scardino e Aprile. “Lo avevamo annunciato e sarà così. Ringraziamo il pubblico che ci ha salutati in modo così numeroso e caloroso, fino a riempire il cineteatro. Grazie agli sponsor che ci hanno sostenuti, a Bartolo Lorefice per l’Ufficio Stampa, a Francesco Gugliotta e Alessio Marinero per la scenografia. Salutiamo con affetto, infine i nostri amici della giunta che hanno disertato lo spettacolo. Come vedete, ce ne siamo fatti una ragione. Grazie Scicli! A mai più, almeno in questa forma”.

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